Stato, mafia e nuove povertà: il casino online in Italia

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Se la mafia è diventata struttura portante dell’economia italiana, è perché compromessi, insabbiamenti, corruzione e potere, nel nostro Paese, si sono incrociati in modo tale da permetterglielo, dandole la possibilità di mettere le mani quotidianamente su milioni di euro che, da casse oneste, passano a quelle mafiose e viceversa. Così come i DJ del passato, i mafiosi “skretchano” sul mondo finanziario: fermano il disco dell’economia legale e lo fanno ripartire a loro piacimento, aggiungendo qualcosa di proprio, il denaro sporco. Uno dei settori più promettenti per il ricicliaggio di denaro sporco e la raccolta e il guadagno da parte dei criminali è quello dei casino online, che sfrutta i vizi della popolazione a proprio vantaggio.
Annualmente, vengono spesi circa milleduecentosessanta euro a persona, una cifra che spinge l’Italia al primo posto in Europa e al terzo in tutto il mondo tra i Paesi che giocano di più. Il fiume di denaro che sgorga tra macchinette, Lotto, Enalotto, Gratta&Vinci e altro ancora è perfetto e spesso troppo violento per tenerlo a bada con le normative vigenti, così come “violento” è l’effetto di queste modalità di gioco su una porzione più sensibile dei giocatori, per cui il vizio diventa letteralmente patologico: tutto ciò, così, dà vita a un ambiente perfetto per le organizzazioni mafiose.

Casino online: legali o no?

In Italia, il confine tra gioco d’azzardo legale e illegale è molto labile, e quest’ultimo dunque viene continuamente alimentato perché si mescola a quello legale, che sottolinea e fa emergere le possibilità di una vittoria che cambia la vita piuttosto che le perdite, spingendo chi soffre di questa malattia a continuare, facendo girare un denaro non molto pulito e cadendo nelle reti degli usurai che alimentano ulteriormente questa sete di cash. L’intreccio degli interessi mafiosi e statali, di conseguenza, diventa così fitto, da azzardare, nuovamente, una collaborazione tra le due parti.