Mafia, casino online e Malta

La camorra ha trovato nei casino online un modo perfetto per giustificare e riciclare il denaro sporco, derivante da narcotraffici e altre attività che di legale hanno ben poco. È questo quanto emerso da un’inchiesta della procura di Napoli, che ha evidenziato connessioni tra la camorra e siti di gioco online maltesi.
Aprire un sito è proprio quello che ha cercato di fare Ciro Smiraglia, nipote del boss e riciclatore di denaro per il clan Zaza-Mazzarella, che gestiva due sale giochi a Roma e voleva aggiungere alle sue attività un sito online occultato al Monopolio dello Stato, e proprio per questo aveva preso contatti a Malta con Gaetano Fidanzati, esponente della famiglia di Cosa nostra che ha contatti col fratello del primo ministro dell’isola di Malta. Insomma, Malta è un “porto sicuro”, dove siti di questo genere si possono aprire senza troppa preoccupazione, e ancora meno controlli.
Il comparto di scommesse online è in continua crescita, e solo l’anno scorso si contano degli incassi che superano i 90 miliardi di euro. Le preferenze dei giocatori sono indirizzate alle video-lottery e alle new slot, senza disdegnare i giochi del passato.
I guadagni per lo Stato sono variabili, e per i siti online si arriva a uno 0.6% sul totale. Ma la mafia non si accontenta, e pur di avere un guadagno al 100% si rivolge ad altri servizi, visto che creare un sito è molto facile e soprattutto redditizio, se ci si serve di siti illegali gestiti da società straniere con server posizionati in Paesi con agevolazioni fiscali.
Insomma, partendo da una buona intenzione del legislatore, quando nel 2003 ha legalizzato il gioco d’azzardo per accrescere e fidelizzare i giocatori a un sistema di gioco legale, si è arrivato a un punto di non ritorno, con la malavita sempre più invischiata in questo settore.